IVAN IL TERRIBILE di ALBERTO CAMPITELLI

Nell’ultima casa, in fondo alla strada più buia di Mosca, è qui che vive Ivan insieme a sua madre e ai suoi due fratelli.

Lui, il classico ragazzo della porta accanto, colui che ti porta a letto la colazione, la notte non è più Ivan, ma si trasforma in un lupo mannaro, dagli occhi rosso inferno, desideroso di carne umana.

La sua pelliccia di notte supera le prestazioni di quella di qualsiasi altro animale terrestre, potrebbe resistere al glaciale inverno russo, per tutta la notte

Le orecchie sono piccole per un lupo, ma non rispecchiano il suo udito che copre l’area di cinque chilometri di raggio. La sua bocca incredibilmente maestosa, contiene la bellezza di quaranta denti, tutti affilati come coltelli tedeschi militari.

Gli artigli non sono da meno, infatti resistono ad una pressione di cinquecento chili e tagliano il piombo come fosse burro.

Le sue zampe inferiori gli danno la possibilità di correre a quaranta km/h, nel caso gli dovesse capitare un velocista come preda.

Ivan, di notte però, ha anche dei punti deboli, infatti se qualcuno lo vedesse trasformarsi, lui verrebbe ucciso dal re dei lupi Vladimir.

Come tutti i lupi mannari Ivan ha un secondo punto debole che si manifesta anche se non si dovesse trasformare, ed è l’aglio.

Ivan, oltre ad essere felice con la sua famiglia, ha da qualche tempo anche una ragazza. Un bel giorno di ottobre Ivan chiama la ragazza e insieme, decidono di fissare la cena a casa di lei:

-Arina, che ne dici di mangiare assieme questa sera?- chiede lui.

-Mi sembra davvero un’ottima idea, ti va di conoscere i miei genitori?!- chiede lei con voce speranzosa.

-Ma certo Arina, però devi avvisare tua madre che a me non piace l’aglio!- afferma ridendo.

-Va bene l'avviserò, però adesso devo andare, sento la linea disturbata, a stasera!- Esclama eccitata.

Per via della linea disturbata Arina è convinta che Ivan adori l’aglio quindi avvisa la madre di preparare un servizio di piatti interamente a base di aglio, persino il dolce.

Arrivato a casa della sua ragazza, a Ivan comincia a girargli la testa dalla puzza d’aglio:

-mi sono appena ricordato di avere un impegno- afferma il ragazzo cercando di uscire fuori.

-Dove vai?- chiede il padre di lei mettendosi davanti alla porta. 

-Vuoi già andartene?- chiede la madre di lei.

-ehm... in effetti si ehm… vado molto di fretta- farfuglia Ivan.

-Dai resta siediti a tavola!-Esclama il padre.

Impaurito Ivan obbedisce:-v-v-va bene-

Siamo davvero felici di averti qui, Ivan- sentenziò la madre.

-Ti vanno degli spaghetti aglio e olio, oppure preferisci, dell’agnello all’aglio?- chiede con entusiasmo la madre di lei.

-Be-b-b-b-beh veramente non ho molta fame-

-non vuoi nemmeno un po’ di aglio fritto?-

-In realtà non proprio- Afferma Ivan impaurito e nervoso.

-Ma com’è possibile che tu non voglia assaggiare niente, Arina mi ha confessato il tuo amore per l’aglio!-Esclama la madre incredula.

-I-i-i-i-in rea…-

E prima che egli possa finire di parlare, scherzosamente e ingenuamente, Arina mette un pezzo d’aglio in bocca ad Ivan! Errore fatale, che fa sciogliere il ragazzo al pavimento formando una pozza di liquido soprannaturale.

Incerta se piangere o ridere Arina si inginocchia ed esclama :-Aglio marinato?-



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