CHE VIAGGIO! di FRANCESCO CASCITELLI


Che belle le gite fuori porta, soprattutto quelle con tutta la famiglia, quelle sì che sono le migliori.

L’ anno scorso ne ho fatta una con tutta la famiglia, vabbè non proprio tutta, al completo, direi con la maggior parte dei miei familiari, qualcuno mancava, ma è normale...Vabbè volete la verità?

La verità è che a quella gita andammo solo io, mio padre, mia madre e mio zio, pochi ma buoni.

C'è da precisare che provammo ad invitare il resto della famiglia per una intera settimana, ci rivolgemmo all'inizio alla zia di mio padre, zia Adele. Mio padre le disse:

-"zia, vuoi venire con noi per una bella gita fuori porta questa domenica?” e la zia rispose: -"nipotino mio, la domenica è l’unico giorno della settimana in cui posso divertirmi un po' di più!”

allora mio padre: -"e che vai ancora a ballare a 87 anni?” e la zia: -“No, io mi diverto perché vengono i miei figli e i nipoti, quindi devo preparare lasagne, cannelloni, patate, salsicce, polpettone…”;

Insomma, se provassi a dirvi tutto ciò che avrebbe voluto cuc
inare, vi addormentereste; così, dopo vari tentativi, ci rassegnammo, e andammo dalla zia di mamma, zia Concettina.

Lei non sente molto bene, perciò immaginate che show, appena arrivati, dopo i saluti di rito, ecco subito mia madre che le disse:” zietta vorresti venire con noi domenica per una gita fuori porta?”

lei rispose: -"Mia nipote Monica è incinta un’ altra volta?” e mia madre:” no! Vorresti venire con noi a fare una gita fuori porta?” e mia zia:” cheeeeeee?”

Insomma dopo ore ed ore, soltanto quando a mia madre fini la voce a forza di ripeterglielo, salutammo e ce andammo stremati, mia madre per il mal di gola e io e mio padre per le risate. Andammo dagli altri parenti, ma tutti dicevano che sarebbero dovuti andare dalla zia Adele, sennò si sarebbe offesa.

Infine, ci rivolgemmo a mio zio, il quale appena ricevuto l'invito, subito accettò, dicendo: "-tutto questo per non andare questa domenica a mangiare dalla zia e mettere su 10kg in una sola giornata!”

Arrivò il fatidico giorno. 

Eravamo tutti contenti, finalmente una gita, ci aspettavano 400km di tragitto, ma con la compagnia dello zio furono divertentissimi, o almeno in parte.

Prendemmo l’autostrada, e tutti tranne papà dormimmo, perché lui doveva guidare. Ad un certo punto, mia madre ci svegliò urlando:” Aiuto, aiuto, siamo rimasti impantanati!” . Per una frazione di secondo ho pensato tra me e me: "come si può rimanere impantanati in autostrada? ma subito sentii mio padre e mio zio che lanciavano maledizioni contro il navigatore GPS che ci aveva portato fuori rotta: -"Mannaggia a me che ho comprato questo maledetto navigatore, quanto erano belle le vecchie mappe stradali di una volta…”

Vabbè il resto potete immaginarvelo.

Faceva molto caldo, eravamo a luglio, nonostante ciò abbiamo dovuto per forza spingere l’ auto fuor dal fango, io e mio zio ci sporcammo come i cani quando si rotolano nel fango. Insomma, continuammo il viaggio a fatica e, ad un certo punto, quello sbadato di mio zio ne combinò un'altra delle sue: giocando con il telefonino, ad un certo punto perse la partita e per sbaglio lanciò il cellulare fuori dal finestrino, incominciando ad urlare verso mio padre: -"Antò, torniamo indietro, mannaggia a me e quanto sono imbranato!”

Mio padre allora rispose tutto confuso: -"Nicò ma cosa è successo?” e mio zio:

"-mi è volato il cellulare dal finestrinooooo…”

Allora mio padre non ci pensò due volte, fece una frenata potente, tanto da lasciare il segno degli pneumatici sull’ asfalto, mise la retromarcia mettendosi a fare lo slalom con le altre auto in fila dietro, fin quando non trovò una stradina di campagna alla destra, rimise la prima e sprizzò per quella stradina terrosa a tutta velocità, mentre mio zio malediceva la sua stupidità, mia madre si rannicchiava sul sedile per la paura pregando ed io, il solito anticonformista, ridevo come un pazzo per tutta la situazione! Mio padre sembrava uno stuntman con quella povera macchina! Insomma, giunti nel luogo dove mio zio aveva buttato il cellulare per cercarlo, ecco che inizia a squillare.

Mentre prese il telefono per rispondere dice, come d'abitudine e senza accorgersene, ci disse: -” continuate a cercare, deve pur essere da qualche parte!”

Finita la chiamata, resosi conto di avere il cellulare in mano, tutto pallido esclamò:” oh santo cielo!”

Mio padre, già preoccupato per le manovre azzardate, e soprattutto pensando che molto probabilmente gli sarebbe arrivata molto più di una semplice multa, chiedendosi se l'auto sarebbe ripartita dopo averla così strapazzata, tutto nervoso rispose:”-cosa c’è ora?”

e mio zio con quel suo tono superficiale disse:”- meno male che prima non è caduto il mio cellulare, ma il mio gameboy, ahahah!”

Mio padre non ci vide più per la rabbia, gli tirò uno schiaffo in faccia così forte che lo fece cadere a terra svenuto, allungammo i sedili posteriori e lo adagiammo per bene, fin quando non arrivammo all’ hotel, dove si svegliò e disse: “che bello questo viaggio in auto, ne rifaremo altri in futuro?”




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